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26 Set

Il 25 Settembre il Tribunale di Bergamo, su ricorso della stessa Pirate Bay, ha finalmente decretato che i provider italiani debbano riaprire l’accesso al sito. E intanto la “Baia” festeggia gli 1.2 milioni di file (torrent) indicizzati e 15 milioni di utenti iscritti. C’è l’alone delle spie dietro il sequestro del sito. Infatti si crede che mentre il sito era in “stato di fermo” manco fosse stato un’ubriacone su un’autocisterna piena di benzina, siano stati individuati e usati dati personali appartenenti agli utilizzatori e anche ai semplici visitatori. Altroconsumo, sempre in testa quando si tratta di rompere le balle alle industrie (e così sia sempre dannazione!!!), ha depositato il 23 Settembre un reclamo contro i discografici al Garante della Privacy. La risposta dei discografici:
“una buffonata colossale che non tiene conto del fatto che ci si trova di fronte ad un procedimento penale seguito dalle forze dell’ordine e dalla magistratura con provvedimenti emessi da magistratura e dalla polizia giudiziaria che non consentono alcuna iniziativa autonoma da parte di privati e che questi ultimi, anche se coinvolti sul piano tecnico, sono comunque soggetti al controllo delle autorità che stanno seguendo l’indagine contro i titolari del sito svedese”.
Tradotto: “Tecnicamente lo possiamo fare se non l’abbiamo già fatto, ma per principio non si fa!”… Se, vatti a fidare…
Ciauz a tutti!!!
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