Sono stati assegnati a Firenze i Big Brother Award Italia 2008, premio che viene assegnato a chi ha più danneggiato la privacy degli italiani. Si tratta di un premio istituito in Italia dal 2005 e in altri paesi dal 1998, anno in cui venne fondato in Inghilterra, fino al Giappone. Il voto è dato unicamente dagli internauti (vox populi, vox dei) che eleggono una giuria fatta da giornalisti, avvocati ed esperti del settore “rete”.

I vincitori sono: Yahoo! - Peggior azienda privata;

Ministero dell’Economia e della Finanza - Peggior Ente Pubblico;

Bruno Vespa - Bocca a Stivale;

Franco Frattini - Minaccia da una vita;

Banca dati del Dna del RIS di Parma - Tecnologia più invasiva.

Le motivazioni sono in fin dei conti più o meno ovvie: Yahoo! sarebbe stata premiata per il monitoraggio pervasivo degli utenti in rete per raccogliere dati a scopo commerciale, sorpassando Google e Microsoft (cioè vanno a mille per sorpassare Microsoft!!!). Segue il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che con la scusa della lotta all’evasione (sul lato dello spreco di fondi pubblici neanche una parola) ha attivato sistemi di controllo della popolazione degni di Stati totalitari (non una considerazione, trascrivo fedelmente). Bruno Vespa ha vinto alla faccia di Francesco Rutelli con cui era in competizione per “aver trattato in modo superficiale e disinformato un tema serio come quello della rete, contribuendo a rafforzare un’idea negativa di questa tecnologia, e favorendo l’acquiescenza popolare a provvedimenti repressivi e censori”. I RIS di Parma sono accusati di aver “quietamente” (traduco: silenziosi come topi d’appartamento) realizzato una biobanca per analisi del Dna senza normative in merito. Non se ne sa nulla quindi (quanti campioni ci sono, chi vi ha accesso, come vengono utilizzati). Franco Frattini è “minaccia da una vita”, in quanto quando era in carica come Commissario UE alla Giustizia “ha propagandato un’idea di sicurezza che, violando la libertà dei cittadini e nuocendo alla giustizia, prevedeva il “monitoraggio e la censura delle parole pericolose”.

E’ stato però assegnato un’altro premio: “Eroe della Privacy” va al collettivo Autistici/Inventati per “aver portato avanti per anni una indefessa e meritoria fornitura di servizi di comunicazione molto più rispettosi della privacy di quelli commerciali od istituzionali”. Ultima curiosità: il premio, una statua dorata raffigurante uno stivale che schiaccia il volto di un manichino non viene quasi mai ritirato così viene venduto su eBay per ricavare qualcosa per mandare avanti la manifestazione. Beh, nessuno vuole un’Oscar (o chi per lui) in casa???

Flex your mind!!!