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2 Apr
Questa notte dopo aver visto la trasposizione cinematografica di uno dei più bei libri che abbia mai letto - 1984 di George Orwell - (il film in questione è 1984 di Michael Radford notare l’anno di produzione) mi è balenata subito alla mente, mentre controllavo il mio mulo, la questione dei provider internet che filtrano le nostre linee e che controllano in qualche modo la nostra “vita virtuale”. Per questo ho iniziato a girovagare per la rete a notte fonda, come mio solito, in cerca di informazioni sull’argomento.
Ecco quindi a voi cari amici e lettori il frutto della mia ricerca
Uno degli argomenti più discussi, e con preoccupazioni sempre più crescenti in ambito P2P, riguarda le “presunte” o dichiarate tecniche di controllo da parte dei provider ADSL. In alcuni casi (vedi TELE2) la presenza dei fantomatici filtri che smorzano il traffico P2P limitandone l’uso agli utenti finali è stata ufficialmente confermata, in altri casi le tecniche sono mutate in sistemi di limitazione un pò meno restrittivi, tuttavia nella maggior parte dei casi vige il più completo silenzio in merito alla questione.
Proprio per questo crescente stato di preoccupazione degli utenti, e a seguito di numerose segnalazioni di problemi legati all’utilizzo di software P2P, sono iniziate le prime petizioni per avere risposte esaustive da parte dei provider. Parallelamente a queste iniziative sono nati diversi progetti internazionali (vedi la mitica questione del Grande Firewall Cinese) e locali che mirano a stabilire, tramite test affidabili e concreti sulle linee, che tipo di controllo viene effettuato dai provider e in che maniera questi influenzano la nostra “libertà” di usufruire di un servizio che ricordiamo NON è ILLEGALE in sè.
Uno dei progetti migliori attualmente presenti nel panorama italiano è il cosiddetto Progetto Gemini.
Diffuso e ideato da P2P Italia (la community per il P2P più importante nel nostro paese) si prefigge lo scopo di individuare e valutare la presenza di tali filtri sulle nostre linee e l’incidenza che hanno sul traffico internet.
Il metodo è molto semplice e tramite dei test che tutti possiamo effettuare sulla nostra linea permette di monitorare e verificare che tipo di “limite” ci viene imposto dal nostro provider internet.
Inoltre tramite dei report di risultati che potremo inviare a P2P Italia verrà creato un database per poter determinare, dati reali alla mano, quanto controllo e “blocco” effettuano i provider italiani sulle nostre linee.
Dalle dichiarazioni fatte dagli sviluppatori del progetto:
Dimostrare la presenza di filtri puo’ risultare difficile, soprattutto se si osserva il fenomeno da un singolo PC, ma la cosa cambia se ci si pone tra due utenti remoti che stanno scambiando attraverso un protocollo p2p. In questo modo, sapendo cosa e’ partito da un capo e vedendo cosa e’ arrivato all’altro si nota immediatamente se il contenuto e’ stato fermato, ritardato, alterato dai provider.
L’ambizione di questo progetto e’ quella di produrre delle prove con questa tecnica: abbiamo preparato due sistemi operativi “Live” (cioè eseguibili da cd rom) progettati per mettersi in comunicazione l’uno con l’altro attraverso internet, avviare un trasferimento bittorrent, registrare la trasmissione e produrre un report che contiene l’analisi del traffico. Ogni utente puo’ procurarsi le ISO di Gemini e, rispettando i requisiti sotto indicati, effettuare il test con un compagno remoto.
UTILIZZO DEL PROGRAMMA E REQUISITI
Nota bene: non tutti i modem/router sono in grado di essere configurati in questo modo. Normalmente esiste una funzione attivabile dall’interfaccia web dell’apparecchio detta Half Bridge, che effettua automaticamente le impostazioni.
L’Half Bridge puo’ chiamarsi in modo diverso a seconda del produttore: (ZIPB - zero IP bridge, DHCP spoofing, DHCP-to-PPP spoofing, IP extension etc.)
EFFETTUARE IL TEST
Prima di effettuare il test comunicare il proprio IP al nostro compagno di test, l’IP può essere visualizzato nelle proprietà della nostra scheda di rete, nel router/modem o cliccando su questo link
Configurate il boot del PC da Bios per avviare da CDROM, inserite il vostro Gemini CD e avviate il PC.
Alla schermata di UBUNTU premete [F2], quindi scegliete la lingua italiana, infine premete [INVIO] sulla prima riga, come in figura:
NOTA: avviato il sistema operativo, all’interno di Ubuntu si potrà trovare una guida rapida che descriverà i passaggi che andremo ad effettuare.
Le istruzioni sui passi da seguire per effettuare il test sono spiegate dettagliatamente in questo file PDF - GUIDA GEMINI
Una volta effettuati i test, che si consiglia di verificare più volte e magari con utenti diversi valutare la presenza di pacchetti dropped (persi) o forged/spoofed (modificati) che possono risultare essere un chiaro segno di interferenza da parte del provider sulla nostra trasmissione
Vi rimando alla pagina principale del progetto per approfondire l’argomento e per comprendere in maniera dettagliata come valutare i risultati ottenuti
Quindi che dire ragazzi… proprio come nel mitico romanzo di Orwell : Il grande Fratello ci Osserva…
Stay Tuned
3 Responses for "GEMINI PROJECT : Verificare se il nostro P2P è filtrato dai Providers"
Chissà perchè non mi suona come una novità… solo come il materializzarsi della mia ennesima paranoia. Comunque finchè è un controllo effettuato da delle macchine che esaminano i dati e non trovano niente di realmente pericoloso per l’umanità è quasi ok, ma se mi devono spiare ed esaminare tutti i dati da mattino a sera non ci sto. Eppoi questo fatto dei provider che limitano il traffico p2p è assurda: ma quando ti compri una pistola la limitano in qualche modo per non fare delle stragi???
Non è tanto il discorso della “legalità” di tali controlli, il problema è che se ti limitano nel p2p non vedo perchè non possano sentirsi in diritto di farlo in altre cose, e come spesso accade in italia tutto silenziosamente e a loro discrezione. Non credo che esistano persone dietro a tali filtri che passano tutto il giorno a vedere cosa scarichi o meno, sarebbe assurdo, ma cmq una sorta di log delle proprie attività viene cmq creato magari facendo più attenzione proprio quando vengono utilizzati protocolli sensibili come il P2P.
Qui gli utenti pagano per un servizio che in definitiva dovrebbe essere sfruttabile a pieno in ogni suo aspetto. Inoltre è da notare che in aggiunta al problema dei filtri, quello che grava ulteriormente sul P2P sono le ridicole velocità in up che i provider offrono, quest’ultimo aspetto credo sia ancora più rilevante perchè costituisce il vero blocco (o pseudo limite che dir si voglia) totalmente efficace e ineludibile all’utilizzo del P2P.
Ma quello della velocità in up non è nè un disservizio nè tantomeno il frutto di un complotto anti-p2p, bensì un limite intrinseco dell’ADSL. Al contrario, i filtri sono una limitazione imposta al di là dei termini del contratto con il provider (e quindi probabilmente legali), che solo petizioni e minacce degli utenti hanno portato ad una dichiarazione ufficiale da parte degli ISP coinvolti.
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